Il 5 giugno due importanti appuntamenti vedranno protagonista l’Accademia dell’Immagine a Milano e a Roma.
Il primo evento vedrà la presentazione del volume Mélo (edizioni Accademia dell’Immagine – Electa), da poco uscito nelle librerie, nell’ambito della collana Electa Cinema con la direzione scientifica di Gabriele Lucci.
Il volume curato dal critico cinematografico del “Corriere della Sera”, Maurizio Porro, sarà protagonista, dalle 18.00, di una “maratona Mélo” presso il Cinema Anteo di Milano, dove l’autore del libro, insieme all’attrice Mariangela Melato, al critico cinematografico Vieri Razzini illustreranno al pubblico l’appassionante excursus sull’evoluzione del genere cinematografico “melodramma” , con il suo variegato panorama che spazia da Giglio infranto (D. W. Griffith, 1919) a Un tram che si chiama desiderio (Elia Kazan, 1951), da Via col vento (Victor Fleming, 1939) a Volver (Pedro Almodóvar, 2006) da Eva contro Eva (Joseph L. Mankiewicz, 1950) a Catene (Raffaello Matarazzo, 1949) da Scandalo al sole (Delmer Daves, 1959) a Un uomo da marciapiede (John Schlesinger, 1969) da Senso (Luchino Visconti, 1954) a In the mood for love (Wong Kar-Wai, 2000) da I peccatori di Peyton (Mark Robson, 1957) a American Beauty, (Sam Mendes, 1999), fino ai recenti I segreti di Brokeback Mountain (Ang Lee, 2005), L’amore ai tempi del colera (Mike Newell, 2007), Espiazione Joe Wright, 2007).
Presso la Casa del Cinema, ore 15.30 nell’ambito della manifestazione Golden Graal, verrà proiettato “La maledizione dell’Agave” cortometraggio realizzato dagli studenti dell’Accademia dell’Immagine, con la supervisione di Riccardo Milani (regia), Paolo Carnera (fotografia), con la voce fuori campo di Omero Antonutti e interpretato, tra gli altri, da Emanuela Grimalda, ambientato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio.
E’ la storia di una giovane donna, Rosa Spina che, dopo aver fatto fallire la Farmacia della spietata dottoressa Mandragora è colpita da una maledizione che coinvolgerà il bambino che porta in grembo. Interamente girato nel borgo di Santo Stefano di Sessanio, nella provincia dell’Aquila, è una fiaba moderna, giocata sul registro di una amara ironia.
Il cortometraggio è stato molto apprezzato dagli organizzatori della manifestazione, nata per segnalare personaggi del mondo dello spettacolo che abbiano svolto un percorso artistico particolarmente originale significativo, attraverso la votazione di una giuria di studenti di scuola di cinema, teatro e musica.
Modificato il: 04 giugno 2008 Permalink